Come sfruttare le onde marine come fonti rinnovabili?

A questo interrogativo ha risposto una ricerca britannica, che si è basata sulla forza sprigionata dal moto ondoso e dalle maree. Lo studio è stato condotto in collaborazione con Israele, nota anche per il tulipano solare realizzato lo scorso anno in Spagna.

La sperimentazione non è inedita: sono stati creati altri sistemi per produrre energia elettrica dal mare, ma nelle sperimentazioni precedenti i costi di produzione risultavano troppo elevati, mentre l’energia prodotta era notevolmente ridotta rispetto alle altre fonti rinnovabili (come l’eolico e il fotovoltaico). Come risolvere questo problema?

fonti rinnovabili onde marine

Il sistema britannico e israeliano consiste nel migliorare la ricerca delle onde necessarie per produrre energia pulita. I sistemi finora utilizzati partono dalle onde superficiali, rendendo così impossibile l’uso delle correnti sottomarine per la produzione di energia elettrica con le fonti rinnovabili.

Questi meccanismi si posizionano nei punti dove, secondo le ricerche condotte, c’è maggiore probabilità di arrivo dell’onda (così come si fa per un impianto eolico). Una volta posizionato, il sistema a ventole cattura l’energia pulita dal mare, in modo che il sistema non venga distrutto da correnti troppo forti.

Un posizionamento sottomarino, basato su uno studio più rigoroso, potrebbe migliorare la produttività e ridurrebbe tutti i problemi legati alla manutenzione degli impianti (come nel caso di una tempesta).

Il modello presentato dal team britannico e israeliano ha superato la fase della sperimentazione preliminare: ora non resta che installare un impianto su larga scala, per vedere se l’impianto possa abbattere i costi esorbitanti dopo questa piccola innovazione.

Cosa ne pensate?

 

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