L’energia infrarossa della terra, potenziale fonte di energia rinnovabile

Un team di fisici e ingegneri presso la Harvard School of Engineering and AppliedSciences ( SEAS ) propone una nuova audace idea su come possiamo raccogliere l’energia rinnovabile supplementare dal nostro pianeta, senza la necessità di sviluppare nuove tecnologie avanzate. Il gruppo ritiene che le emissioni infrarosse rilasciate dal nostro pianeta nello spazio esterno possano essere sfruttate con tecnologie esistenti.

 Federico Capasso (sinistra), Steven J. Byrnes (destra), e Romain Blanchard propongono una nuova maniera per collezionare l'energia infrarossa
Federico Capasso (sinistra), Steven J. Byrnes (destra), e Romain Blanchard propongono una nuova maniera per collezionare l’energia infrarossa

I ricercatori prevedono un ipotetico scenario in cui un avamposto nel deserto deve restare acceso in ogni momento. Durante il giorno, i pannelli solari possono facilmente gestire questo requisito, ma di notte è necessaria qualche altra fonte di energia, come ad esempio generatori diesel o batterie. Il team afferma che lo strumento che propongono potrebbe svolgere un tale ruolo.

L’energia infrarossa che il nostro pianeta riflette verso lo spazio è una vasta e non sfruttata fonte di energia.. Questa radiazione viene rilasciata a causa del fatto che la Terra è molto più calda del freddo estremo presente nel vuoto dello spazio.

Questo squilibrio termico potrebbe essere messo a lavorare a nostro vantaggio, spiegano gli scienziati guidati dal ricercatore principale Federico Capasso, trasformandolo in corrente continua (DC) di potenza. Il gruppo pubblicherà la loro analisi sui requisiti tecnologici, problemi pratici e calcoli di termodinamica connessi con la loro idea nel numero di questa settimana del “Proceedings of National Academy of Sciences”.

“Non è affatto ovvio, in un primo momento, come si dovrebbe generare corrente continua attraverso l’emissione di luce infrarossa nello spazio libero verso il freddo”, spiega Capasso.

“Generare energia emettendo, non assorbendo la luce, è strano. Ha senso fisicamente una volta che ci si pensa, ma è altamente controintuitivo. Stiamo parlando dell’uso della fisica su scala nanometrica per una nuova applicazione,” Capasso continua a dire.

L’esperto è famoso in tutto il mondo per la sua competenza nel campo della fisica dei semiconduttori, la fotonica e l’elettronica dello stato solido, che è esattamente il background necessario per assemblare un tale sistema di collezionamento dell’energia. Capasso è anche il co-inventore del laser a infrarossi quantistico a cascata.energia-ad-infrarossi

La proposta che lui e il suo team ha ideato si basa sull’utilizzo di uno strumento tipo i pannelli fotovoltaici che produrrebbe energia rilasciando luce infrarossa, piuttosto che assorbirla. “Il dispositivo potrebbe essere accoppiato con una cella solare, per esempio, per ottenere potenza extra di notte, senza costi di installazione aggiuntivi”, dice Steven J. Bymes, altro membro del gruppo di studio.

Articolo originale: “www.seas.harvard.edu/news/2014/03/infrared-new-renewable-energy-source

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