Produrre idrogeno con la soia in chiave low cost

Una ricerca americana, se verificata, potrebbe ridurre i costi per la produzione dell’idrogeno utilizzando una pianta diffusissima nel nostro ambiente: la soia.

Per produrre l’idrogeno in modo da essere utilizzato negli impianti elettrici e non solo, è necessario oggi un catalizzatore in platino (costosissimo proprio a causa del materiale). Il catalizzatore di nuova concezione, invece, è costituito dalla soia e da un materiale molto più conveniente (il molibdeno).

idrogeno fonti rinnovabili

 

La ricerca va ancora avanti, prospettando una cogenerazione tra un impianto fotovoltaico e un impianto per utilizzare l’idrogeno. Come funzionerebbe? L’impianto fotovoltaico cattura i raggi solari per produrre energia elettrica. L’idea è di dividere quell’energia negli elementi di base, tra cui anche l’acqua. Passare dall’acqua all’idrogeno è già possibile al giorno d’oggi.

Il sistema consentirebbe di impiegare parte dell’impianto fotovoltaico in maniera tradizionale e parte con il sistema innovativo. Ulteriori ricerche potrebbero portare a sfruttare anche gli idrocarburi che si creano durante la scissione con l’acqua, ma questo punto non è stato attualmente inserito nella ricerca.

Fin qui la soluzione dei ricercatori: è logico pensare che gli scienziati americani abbiano fatto milioni di tentativi con piante completamente diverse tra di loro, ma altrettanto diffuse sul nostro Pianeta. La difficoltà principale è stata quella di evitare la produzione contemporanea di azoto durante il processo, cosa che viene eliminata grazie alle proprietà della soia.

La sperimentazione continua: nell’attesa, i progressi dell’idrogeno come elemento delle fonti rinnovabili resta una delle soluzioni alternative alle fonti inquinanti e non rinnovabili che utilizziamo oggi per i consumi quotidiani.

 

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