Energia alternativa con la teoria dei quanti

Il fotovoltaico cattura i raggi solari per trasformare le radiazioni in energia. Conducendo una ricerca sul campo, il CNR ha notato come la raccolta per produrre energia elettrica pulita segua la teoria dei quanti di energia.

Cosa significa in concreto questa scoperta? La scoperta porterà a migliorare la produttività degli impianti fotovoltaici, grazie all’utilizzo di macro-molecole. Infatti, inizialmente si utilizzavano impianti che sfruttavano molecole molto vicine per attirare ancora di più i raggi solari.

fonti rinnovabili

 

Invece, se l’impianto sfrutta la teoria dei quanti, basta una molecola a catturare i raggi solari per la produzione di energia elettrica. Con la teoria dei quanti, sarà questa molecola a passare l’energia alle macromolecole più lontane e a irradiare così l’intera superficie dell’impianto fotovoltaico.

Conclusa la fase di sperimentazione e mostrato il prototipo, saranno necessari impianti meno estesi per produrre la stessa quantità di energia. Questo consente di salvaguardare l’ambiente tre volte:

1) Usiamo le fonti rinnovabili, a emissioni zero per l’ambiente.

2) Utilizziamo una superificie minore producendo lo stesso (se non di più).

3) Utilizziamo meno materiale per la costruzione dell’impianto fotovoltaico, abbattendo così i costi.

Un’ottima soluzione: viene incontro alle aziende e alle famiglie che hanno necessità di inserire solo un pannello fotovoltaico per calmierare le spese in bolletta e aumenta la produttività dei grandi impianti.

La ricerca italiana muove così dei passi importanti anche in assenza di fondi, grazie alla collaborazione tra il CNR di Modena e i Paesi Baschi. Questa collaborazione europea è destinata a portarci altre grandi novità nelle fonti rinnovabili in genere.

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