Effetto Seedback: cos’è e come si sfrutta con le fonti rinnovabili

L’effetto Seedback è molto noto per chi ha un impianto che sfrutta le fonti rinnovabili. L’impianto ha sempre un generatore che riduce le emissioni di calore. Il generatore sfrutta l’efetto Seedback.

Cos’è l’effetto Seedback? E’ un fenomeno naturale per cui se si poggiano due corpi a temperature diverse (una con una temperatura più alta e una con la temperatura più bassa), con l’effetto Seedback si crea un equilibrio in modo che entrambi i corpi passino ad una temperatura più bassa.

fonti rinnovabili

Se i due corpi sono collegati con un circuito elettrico, accanto al passaggio di calore, l’effetto Seedback porterà con sé anche una scarica elettrica, utilizzata per raffreddare l’intero impianto.

Fino a oggi questo sistema è soprattutto utilizzato in ambiente militare (in particolar modo nell’Aeronautica), ma un progetto spagnolo finanziato con i fondi dell’Unione Europea intende sfruttare questo sistema termoelettrico anche in ambienti civili.

L’idea dei ricercatori dell’Università di Navarra è molto semplice. I trasformatori servono a ridurre il calore accumulato dall’impianto, per raffreddare la struttura. Questo calore può essere collegato a un sistema elettrico, in modo da non essere disperso, ma con l’idea di recuperare energia elettrica.

L’impianto aumenta così la propria produttivirà del 30% e riduce notevolmente le emissioni inquinanti (perché produce in più senza utilizzare ulteriori materie prime).

Se utilizzato anche in ambito civile, il prototipo spagnolo sarà in grado di dare una svolta definitiva al mondo delle fonti rinnovabili: le aziende potranno ridurre i loro costi di produzione ed essere più appetibili rispetto a chi usa fonti inquinanti.

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