Come migliorare un sistema termodinamico con un chip!

Le fonti rinnovabili si rinnovano in continuazione: è il caso del termodinamico, ovvero dell’uso delle emissioni di calore prodotte da un impianto (non per forza elettrico). Il calore ora può essere sfruttato in maniera ottimale grazie a un nuovo chip.

Di cosa si tratta? Il chip è stato brevettato con il nome di PETE (che sta per Photon enhanced thermionic emission) e rappresenta una vera novità se inserito in un impiaanto fotovoltaico. Il chip è infatti capace di trasformare in energia elettrica sia i raggi solari che irradiano l’impianto, sia il calore generato.

fonti rinnovabili termodinamico

L’innovazione del PETE è partita tre anni fa, con l’avvio della sperimentazione, ma solo oggi le nuove migliorie ne hanno permesso l’utilizzo pratico secondo gli esperti americani del settore.

Il chip è in grado di catturare anche i cosiddetti “raggi infrarossi” e questo gli permette un impiego su larga scala.

Gli scienziati pensano che il PETE possa essere tranquillamente utilizzato negli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni (come l’impianto a 2000 soli di cui vi abbiamo parlato recentemente) e che questa piccola astuzia potrebbe implementare la produzione di energia elettrica almeno del 50%.

Un bel risultato anche per l’amministrazione Obama, che ha deciso di stanziare nuovi fondi nel settore dell’energia pulita e delle fonti rinnovabili: un’ottima idea da sfruttare anche nel nostro Paese, da sempre ricco di geni (pronti a partire per l’estero) e di sole da poter utilizzare per gli impianti fotovoltaici a impatto zero per l’ambiente. Invenzioni come il PETE hanno bisogno di forti investimenti per essere operatori.

 

Lascia un commento

Nome *
Email *
Sito web