Certificazione energetica, l’efficienza per il rispetto dell’ambiente

Con una sempre maggiore attenzione verso le problematiche relative all’ambiente, la tecnologia ha avuto un’evoluzione diretta ad un maggiore risparmio di risorse, in modo da ridurre l’inquinamento. Anche l’ingegneria civile di conseguenza ha trovato nuove soluzioni con case e soluzioni abitative più green.

Certificazione energetica

Questi cambiamenti hanno quindi spinto la politica e quindi la legge ad adeguarsi, proponendo sempre maggiori controlli sulle case, ma anche incentivi per il cittadino. Da questa esigenza nasce anche un documento come la certificazione energetica degli edifici, che offre una panoramica sui consumi energetici di un fabbricato, assieme ai miglioramenti possibili, allo scopo di ridurre l’inquinamento a livello nazionale.

Conoscere l’efficienza di un edificio per il rispetto dell’ambiente

Per conoscere tutte le caratteristiche energetiche di un edificio, è necessario ottenere la certificazione energetica, per dare un confronto su una scala di riferimento, anche per offrire degli spunti per migliorarne la resa.

Le caratteristiche tecniche dell’edificio devono essere attestate da un tecnico e devono essere classificate secondo indici prefissati, questo documento deve essere registrato al catasto energetico e timbrato dal Comune di competenza. Per gli indici si tengono in considerazione la qualità dell’impianto di riscaldamento e di climatizzazione nei mesi caldi; si prende in considerazione come viene prodotta l’acqua calda e se l’edificio utilizza fonti di energia rinnovabili.

Questo contiene anche tutte le informazioni riguardanti la costruzione di un edificio e la qualità dell’isolamento termico e dei consumi energetici. La certificazione energetica è prevista per andare incontro alle direttive europee dal 1° luglio 2007, su tutti i contratti per gli impianti di climatizzazione e di riscaldamento. Va redatto secondo norme regionali, e deve essere fatto da un ente estraneo alla proprietà, o che non abbia partecipato alla costruzione dell’edificio, oppure da un tecnico esterno.

Dal 2013 il certificato è obbligatorio

Per ogni compravendita e contratto d’affitto è stato reso obbligatorio dal 2013 fornire la certificazione energetica; questo vale anche per le donazioni e per la pubblicazioni di annunci di vendita e affitto. Per ottenere questa documentazione è necessario dare al tecnico altri documenti come planimetria e visura catastale, nonché i dati del proprietario; il tecnico incaricato in seguito, dovrà svolgere alcuni passaggi.

Per rendere le procedure più semplici con meno intoppi burocratici, è possibile ottenere l’attestato di certificazione energetica da portali come Pratiche, specializzati nello svolgere le procedure burocratiche e ridurre i tempi.

Classificare gli edifici per ridurre gli sprechi

Allo stesso modo di come accade agli elettrodomestici, anche per gli edifici si utilizza la stessa scala di valutazione, con la resa energetica indicata in un range che va dalla G rossa, che indica che un edificio è molto vecchio e che quindi non è dotato di tecnologie giuste per ridurre i consumi, e A+ di verde scuro, che indica che un edificio è moderno e all’avanguardia tecnologica per quello che riguarda l’abbassamento dei consumi.

Nel certificato energetico sono infatti riportati alcuni indicatori sulla quale si stabilisca la prestazione energetica. Si parte dall’EPH, indica il fabbisogno di energia primaria, cioè tutta l’energia che servirà per riscaldare un certo stabile, questo tenendo conto di vari fattori che riguardano l’impianto: più sarà basso il valore dell’EPH, più alte saranno le prestazioni energetiche. Con questo metodo si stabilisce anche la classe energetica.

Con l’EH e l’EC, è rappresentato il fabbisogno per quello che riguarda la climatizzazione sia invernale che estiva, ed indica la qualità dell’involucro, tenendo conto anche delle pareti e delle finestre. In questo caso, minore sarà il valore, minore sarà la quantità di energia che servirà per climatizzare l’ambiente.

Esistono poi altri indici come l’EPT che riguarda il riscaldamento dell’acqua per usi termici, l’EPW che invece è relativo al riscaldamento dell’acqua in rapporto ai metri quadri ed infine l’EFER, che indica il contributo ricevuto dall’edificio da fonti rinnovabili.

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