Biobatterie come fonti rinnovabili

Una ricerca dell’Università dell’East Anglia (Regno Unito) pubblicata recentemente ha fatto luce sull’uso di un batterio in grado di generare corrente elettrica con delle piccole particelle minerali che si trovano comunemente in Natura.

Il batterio si chiama in gergo scientifico Shewanella oneidensis e ha una membrana di proteine in grado di produrre corrente elettrica. Questa corrente, secondo gli scienziati, potrà essere utilizzata per creare una batteria eco-compatibile di nuova concezione semplicemente collegando alcuni elettrodi ai batteri.
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Per il momento si tratta solo di una sperimentazione, ma le applicazioni sono infinite. Infatti, con questo sistema si potrebbe riuscire ad eliminare totalmente i materiali inquinanti utilizzati per le nostre batterie.

La ricerca parte dall’idea che, in un prossimo futuro, l’Uomo sarà in grado di trasformare gli scarti minerari che adesso affollano le nostre discariche (gli scarti per la lavorazione della plastica, del ferro, ecc.) in fonti rinnovabili di energia alternativa grazie al contatto con il batterio studiato.

Un altro utilizzo potrebbe essere quello industriale: attraverso gli elettrodi, questi microorganismi potrebbero essere utili negli impianti per la produzione di energia elettrica, abbattendo così i costi di realizzazione e lo spazio necessario per aprire un nuovo impianto.

Anche se il batterio era già conosciuto per le sue proprietà (soprattutto in campo medico), solo ora si riesce a dare un’applicazione pratica al sistema e già si pensa alla presentazione del prototipo. Speriamo per il meglio e attendiamo nuovi risultati che possano trasformare le fonti rinnovabili in una realtà sempre più importante nella nostra vita quotidiana.

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